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The Museum

Il Museo ha sede in via Mancinelli 19, a pochi passi dal Museo Archeologico Nazionale, nell’area storicamente nota come Costigliola.

È ospitato nel palazzo settecentesco del Complesso monumentale di San Giuseppe dei Nudi, che comprende l’Archivio storico, la Chiesa tardo barocca e l’antico Giardino, restaurato come hortus conclusus nel cuore di un quartiere popolare.

Il Museo San Giuseppe dei Nudi nasce con l’obiettivo di valorizzare e rendere accessibile il patrimonio storico, artistico e culturale del Real Monte e Arciconfraternita di San Giuseppe dell’Opera di Vestire i Nudi e Vergognosi, ente fondato nel 1740 con l’avallo regio di Carlo di Borbone nel segno della carità e della fede.

Le opere esposte — dipinti, sculture, reliquie e documenti d’archivio — sono il risultato di donazioni stratificatesi nel corso di circa tre secoli e permettono di ricostruire una storia profondamente intrecciata alla vita religiosa, sociale e culturale della città.

Il percorso museale si articola in sei sale e accompagna il visitatore attraverso vicende, opere e protagonisti che hanno segnato la storia dell’Arciconfraternita.

Particolarmente significativa è la pinacoteca dei ritratti dei benefattori, che offre una rara testimonianza della società napoletana dell’età moderna, con figure di sovrani borbonici, esponenti dell’aristocrazia e alte gerarchie ecclesiastiche.

Accanto ai ritratti, il Museo conserva opere di grande rilievo artistico, tra cui dipinti di Francesco De Mura, una Madonna dell’Umiltà del XIV secolo attribuita a un seguace di Simone Martini, una Madonna con Bambino di Giuseppe Bonito, il San Giuseppe in marmo di Matteo Bottigliero e il monumentale Martirio di San Gennaro, recentemente restaurato.

Il Museo offre inoltre visite guidate, attività ed esposizioni tematiche che approfondiscono storie affascinanti e poco note, come quella della reliquia del Bastone di San Giuseppe, giunta a Napoli nel Settecento al termine di un lungo e complesso percorso dalla Terrasanta alla città partenopea.

I Ritratti

La collezione dei ritratti dell’Arciconfraternita di San Giuseppe dei Nudi, realizzata tra la metà del XVIII e gli inizi del XX secolo, conta attualmente 52 opere, di cui 26 di benefattori, 5 di sovrani borbonici, 7 di papi, 8 di arcivescovi e 6 di cardinali e monsignori.

I Benefattori

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I Papi

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I Reali

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I Cardinali

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I Paramenti

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The Church

Fulcro della collezione è l’antichissima reliquia rappresentata dal bastone in legno fiorito di San Giuseppe, oggetto di culto da quasi tre secoli e quintessenza apotropaica della fede cristiana e cattolica.

Costruita nel 1750 su progetto di Giovanni Del Gaizo e ristrutturata nel 1888 in occasione della visita di papa Pio IX, la chiesa conserva gli altari barocchi originali e le decorazioni pittoriche di Gaetano D’Agostino.

Un tempo ospitava il rito della “vestizione” dei poveri, con la distribuzione di abiti lungo la navata, alla presenza dei sovrani e delle alte cariche del Regno.

Tra i tesori artistici si segnalano l’organo a muro del XVIII secolo, la tela Opera di misericordia: Vestire gli ignudi di Achille Jovane e una Natività di Cristo di Girolamo Starace Franchis.

Un busto tardo-settecentesco di San Giuseppe ricorda le antiche devozioni dei fedeli, in particolare il 19 marzo, giorno dell’onomastico del santo.

The Hystorical Garden

Il giardino settecentesco del Complesso monumentale è stato recuperato nel 2021con la volontà di restituire un luogo storico e simbolico nella narrazione della città di Napoli.

L’accesso al giardino avviene dalla sagrestia della chiesa. Il restauro completato nel 2021 ha seguito il disegno originale di Domenico Rispoli Moncada, ritrovato negli archivi dell’Ente.

I viali storici, realizzati con materiali di spoglio, conducono a una piazzetta in tufo e alla vasca centrale, oggi funzionante e ornata da ninfee galleggianti.
Gli alberi storici sono stati curati, spostati e integrati: ulivi, acero, camelie, ortensie e alberi da frutto richiamano l’antico frutteto.

Nei pressi della vasca è stato ricomposto un vecchio pozzo accanto a un albero di limoni.

Il giardino ospita anche opere d’arte contemporanea: la scultura “cavallo-farfalla” di Riccardo Dalisi e la piccola sedia realizzata da Carlo Cuomo con gli zingari nella sua bottega di Salerno, presentata alla Triennale di Milano nel 1979.